Genova Liguria di Mauro Salucci

Martedì 8 aprile 2025
ore 17.00
____O____
Via Fieschi 15 - Genova
11° piano. Sala Liguri nel Mondo
Conferenza su Sandro Pertini
Mauro Salucci: note storiche
Claudio Pittaluga: letture in
lingua genovese su testi di
Alberto Pasolini.
INGRESSO LIBERO

E. Napoleone e Genova.
e1. Agostino Pareto non considerato da Metternich.
(Nell'immagine, Metternich in un ritratto di Lawrence.) Nel marzo del 1814, alla caduta dell'Impero Napoleonico, i sovrani degli stati europei inviarono loro emissari a Parigi per curare la restituzione delle opere d'arte trafugate. Il delegato del Governo Provvisorio della Repubblica di Genova scelse per questo incarico Agostino Pareto che fu inviato in missione diplomatica dal maggio dell'agosto 1814. Dopo circa una settimana di viaggio Pareto raggiunse la capitale francese e prese alloggio in un Hotel di Place Vendôme. Cio' che premeva ai genovesi era soprattutto la restituzione dell'antichissimo Catino, oltre al quadro di Santo Stefano ed all'Archivio della Repubblica. Per l'occasione si dispose che il Pareto fosse aiutato nella sua operazione da due genovesi residenti a Parigi, Luigi Corvetto e Stefano Rivarola. Già il 12 maggio Pareto capisce che la missione sarà difficoltosa, perchè a colloquio con Lord Castlereagh viene avvisato della possibilità che Genova venga accorpata al Regno di Sardegna.Dopo un mese di permanenza, non è ancora riuscito ad ottenere l'appuntamento per un colloquio con il ministro austriaco Metternich nè con il conte russo Nesselrode, i veri negoziatori della situazione.La speranza di ottenere quanto richiesto svanisce con le dichiarazioni di Luigi XVIII, il quale afferma pubblicamente che saranno restituite le opere e gli oggetti d'arte non ancora esposti al Palazzo delle Tuileries od al Museo del Louvre. Il 19 luglio, al ritorno da una riunione a Londra, Pareto apprende che non è intenzione dei Musei Francesi restituire le opere perchè le stesse erano state trasferite in seguito a "donazione del Consiglio Municipale di Genova". Il 12 agosto viene accordato al Pareto il permesso di rientrare in Italia. Con il Congresso di Vienna ed il fallimento dell'azione di Antonio Brignole Sale, Genova passa sotto il dominio del Regno di Sardegna. A questo punto Vittorio Emanuele I incarica il commissario sabaudo Lodovico Costa del rimpatrio dei beni appartenenti al Regno di Sardegna, fra cui parte delle opere liguri.Mauro Salucci ©

e2. Napoleone nell'entroterra ligure.
Si fa presto a dire Napoleone. L'idea di questo personaggio storico è strettamente legata a quella di una liberazione dei territori italici, ma così non fu. Ovunque Napoleone passò, da Millesimo, A Novi Ligure, ad Arquata Scrivia, confiscò in modo trasversale, senza preoccuparsi dei ceti più o meno abbienti che affamava, qualsiasi cosa che fosse necessaria al suo esercito. Le popolazioni del luogo... si trovarono dinanzi a sopraffazioni mai subite neanche dai tanti eserciti delle coalizioni antinapoleoniche che videro passare sulle loro strade (russi, piemontesi, austriaci). L'anno 1796, nel mese di aprile Bonaparte inanella a Montenotte, Millesimo, Dego, Ceva, Mondovì un successo militare dopo l'altro. Insediatosi a Tortona pretende quando gli necessita per il mantenimento della sua armata e non vuole sentire ragioni manco dalla vicina Novi Ligure, all'epoca appartenente alla Repubblica di Genova, dove pretende la fornitura del pane per le sue truppe. All'inizio di maggio, si assiste a requisizioni forzate di bestiame e derrate alimentari in tutta la valle Scrivia. Ad Arquata il generale minaccia il nobile Agostino Spinola, sposo di una nobile francese che sa essergli ostile ed antirivoluzionaria. Ad Arquata la ribellione contro i francesi esplode e 3000 ribelli delle zone li annientano rientrando in possesso del borgo. Intanto, nei dintorni, è il caos, perchè la ribellione è diffusa. In questo momento Bonaparte si trovo' spiazzato, con una truppa che rischiava di essere accerchiata nel Nord Italia. Concentrati 1500 suoi soldati alle porte di Arquata, ebbe ragione dei facinorosi. Chi potè fuggire cerco' di guadagnare la strada verso Genova, ma minacciosamente fu imposto ai Serenissimi di fare catturare i ribelli. Per la Repubblica di Genova si avvicinava il "canto del cigno".Mauro Salucci ©


e.3. La cappelletta sul Polcevera.
Nel 1799, al termine della Campagna d'Egitto, Napoleone occupava con quattro Armate un territorio che da Napoli arrivava alla valle del Po, poi in Svizzera per giungere alfine in Olanda. Aveva contemporaneamente contro la Russia,l'Austria, l'Inghilterra, la Turchia ed il regno di Napoli.A Genova era insediata un'Armata reduce dalla vittoria in Svizzera.La vicina Lombardia, così come la Toscana, er...ano nelle mani della compagine avversaria. Il Generale nizzardo Massena si trovò avvantaggiato dalle fortificazioni di Genova Antica dietro le quali serrò le fila dei suoi dodicimila uomini rispondendo lungamente al fuoco nemico degli inglesi che bombardavano la città dal mare, benchè la sfida fosse impari, contando l'esercito inglese ben ottantamila uomini. Ciò che fece capitolare la situazione fu lo stato di blocco dei rifornimenti che l'accerchiamento della Superba provocò da parte degli uomini dell'ammiraglio Keith.Nel contempo, fra le mura di Genova esplose il morbo della "febbre epidemica" che nel giro di poco porto' alla morte di ottomila individui.. Non si trovava più un posto in cui tumulare i corpi senza vita. Massena attendeva l'arrivo di Napoleone, vittorioso ma fermo a Marengo. Dinanzi alla perdita di ormai ventimila vite, decise di firmare l'atto di resa. Il cronista dell'epoca annotò: "L'incontro avvenne il 4 mattina nella cappella che sorge alla metà del ponte sul Polcevera. La cappella, un modesto edificio, quadrato, dedicato alla Vergine, era stato eretto nel 1602 da Paolo Batista.".Mauro Salucci©
a.4. Altro che mammalucco.
La società genovese è più di altre chiusa ed autoreferenziale, soprattutto quando quotidianamente riesuma nel linguaggio parlato idiomi dalla storia inaspettati ed oscuri . Genova era una città filofrancese e furono proprio i Mammalucchi a vendere cara la pelle in Egitto contro Napoleone Bonaparte che pure ne ebbe ragione. La propaganda della carta stampata giunse a Genova, dove da allora, dal breve periodo napoleonico, viene indicato come mammalucco colui che ha impedimenti o non è molto brillante nella vita quotidiana. Eppure i Mammalucchi furono coloro che in Egitto per quasi tre secoli instaurarono e mantennero un loro governo e dominio partendo dal nulla, perchè in arabo Mammalucco vuol dire "schiavo pagato". Gli egiziani importarono questi combattenti stranieri dalla Circassia e dal Mar Nero fondando una forza armata forte ed implacabile in battaglia.che si mise al servizio dei Sultani . Tanta fu la fede in queste truppe orgogliose e fidate che venne loro consentito di fondare un Sultanato Mammalucco che durò fino al 1517, quando l'Egitto divenne una provincia dell'Impero Turco, dove peraltro continuarono a rimanere una casta rispetto agli altri Turchi.Mauro Salucci©
